MARCEDUSA

 

Secondo alcuni studiosi, il toponimo Marcedusa deriverebbe dal termine dialettale calabrese marcida , che indica il mirto, assumendo così il significato di “luogo del mirto” .

Il territorio fu abitato sin dall'epoca neolitica e, successivamente, in età magno-greca. Dopo il periodo romano, Marcedusa conobbe il dominio dei Goti, dei Bizantini, dei Normanni e infine degli Svevi.

Le prime testimonianze documentarie certe risalgono proprio all'età sveva: nel maggio del 1225 l'imperatore Federico II di Svevia concesse all'abate del monastero di Sant'Angelo del Frigillo il privilegio di usufruire del sale del torrente Salinello. In seguito il feudo passò ai conti Ruffo di Catanzaro e, nel 1427, al marchese Antonio Centelles, attraverso il matrimonio con Enrichetta Ruffo.

Fu in questo periodo, nel 1448, che a Marcedusa si stabilì un avamposto di milizie albanesi incaricate del controllo del territorio. Si trattava di soldati arbëreshë, di origine illirica, guidati da Demetrio Reres, generale di Giorgio Castriota Scanderbeg. Furono chiamati in Calabria da Alfonso I d'Aragona, re di Napoli e Sicilia, per reprimere la rivolta dei baroni ribelli guidati dal Centelles e sostenuti dagli Angioini nella lotta per la successione al trono di Napoli.

Terminato il conflitto, questi militari ottennero in ricompensa il diritto di insediarsi nelle terre circostanti e l'esenzione fiscale per cinquant'anni. Deposte le armi, molti si stabilirono con le loro famiglie, integrandosi con la popolazione locale e dedicandosi principalmente all'agricoltura e alla pastorizia.

Nel 1483 Marcedusa passò a Paolo Caivano; nel 1523 sua figlia la portò in dote ad Andrea Caracciolo, marchese di Mesoraca. Successivamente il feudo fu ceduto a Ferrante Spinelli, duca di Castrovillari. A questo periodo, precisamente al 1565, risale la notizia del primo sindaco conosciuto, Minico Taverna, incaricato di vigilare “sul rispetto delle regole e sulle necessità degli abitanti”.

Nel 1585 il territorio divenne possesso dei duchi d'Altemps. Sotto il loro dominio, il 6 maggio 1649, Marcedusa ottenne il titolo di Universitas , divenendo comune autonomo. Gli Altemps conservarono il feudo fino all'abolizione del feudalesimo, nel 1806.

Nel 1809 giunse la definitiva autonomia amministrativa e, per decreto napoleonico, venne istituita l'anagrafe civile.

Nel 1931 l'Enciclopedia Treccani, alla voce dedicata a Marcedusa, ricordava come “la comunità albanese si andò spegnendo nel corso del XVIII secolo a causa della malaria”, osservando che la popolazione moderna era per la maggior parte originaria dei paesi vicini.

Personaggi illustri

Francesco Dardano (1764)
Capitano dell'esercito sanfedista agli ordini del cardinale Fabrizio Ruffo, prese parte alla riconquista del Regno di Napoli.

Giuseppe Palmati (1781–1807)
Patriota.

Filippo Talarico (1784–1807)
Patriota.

Felice Mauro (1791–1851)
Medico di rilievo, collaborò nel 1829 alla pubblicazione al libro " Effemeridi di Medicina Omiopatica ".

Giuseppe Dardano (1792–1856)
Patriota e autore di due opere sulla Costituzione del Regno delle Due Sicilie. Nel 1848 fu incarcerato per le sue idee liberali e morì in prigione.

Luigi Mauro (1841– )
Garibaldino, figlio di Felice Mauro. Nel 1860 si unì ai Mille durante il loro passaggio in Calabria, raggiungendo il grado di sergente del 3º Battaglione Zuavo Calabro.

Salvatore Basile (1843– )
Garibaldino, nato a Cropani da madre marcedusana. Partecipò alla spedizione dei Mille nella 18ª Divisione con il grado di musicante. Stabilitosi a Marcedusa verso il 1890, fondò la banda musicale del paese.

Federico Tallarico (1917–2010)
Medico e comandante partigiano. Durante la Seconda guerra mondiale fondò la brigata partigiana “Frico”, dal suo nome di battaglia, combattendo in Val Sangone, nelle Prealpi torinesi.

 

 

 

 

 

Antico asse viario che da Strongoli, antica Petelia, portava a Squillace (Schylletion) in una mappa del 1540

 

Marcedusa in una carta dell'Atlante Geografico del Regno di Napoli - 1789

 

Sigillo di Marcedusa. In senso orario si legge: "Marcedusa la Universitas". Sotto gli Altemps (1649) Marcedusa si staccò da Mesoraca ottenendo il titolo di Universitas (comune autonomo).

 

Stemma di Marcedusa

 

Invito per le nozze di Filippo Tallarico e Luigina Bilotti - 1907

 

Madonna del Rosario

 

Arcidiocesi di Santa Severina in un affresco del XIX secolo

 

Cartolina Postale di Vincenzo Frandina agli avvocati Pugliese di Catanzaro - 1929

 

Gonfalone di Marcedusa

 

Marcedusa in una carta del 1714

 

Carta topografica del XVIII secolo

 

Cartolina Postale di Santo Prestia - 1906