Le mani che lavorano
Ci sono mani che reggono il mondo
senza che il mondo le veda mai:
mani che impastano prima dell’alba
mani che cuciono ciò che vestirai.
Mani spaccate dal freddo dei campi
mani indurite da sole e luna
mani che alzano calce e mattoni
case per altri, senza averne una.
Nessuno le applaude giunta sera
l’oblio cancella i loro ritratti
eppure è da loro che nasce il giorno
le scale lavate, i letti rifatti.
Non pretendono gloria, non cercano voce
sanno che il gesto già basta a sé stesso
è nella fatica per tutti invisibile
che il segno del vivere resta impresso.
Mani di madre che cullano e amano
mani di padre che nulla disdegnano
mani umili che non chiedono niente
e senza parole ogni giorno insegnano.
Quando la storia dei grandi si scrive
nei libri, nei marmi, nei nomi eterni
rimane il silenzio di quelle mani
che ci hanno protetto dagli inverni.
